Negli ultimi anni l'incertezza derivante dalle turbolenze dei mercati è diventata una delle caratteristiche della nuova normalità dei sistemi economici. Il controllo dell'incertezza richiede nuovi e più profondi strumenti di analisi e un pensiero strategico capace di integrare e potenziare i modelli classici dell'analisi competitiva e della soddisfazione dei clienti.
La parola d'ordine dei prossimi anni sarà la
relazione azienda-cliente.
Una relazione che nasce dalla conoscenza dei bisogni espressi e inespressi e dalla comprensione dei meccanismi mentali che guidano le decisioni. Una sfida difficile, ma possibile. Il marketing ha bisogno di sapere quali sono le esigenze dei clienti da soddisfare. Il dialogo con loro è una necessità primaria e determinante per progettare nuovi prodotti e per comunicarli. Lo strumento principe è la ricerca di mercato, nelle sue varie forme, grazie alla quale si può
chiedere al cliente opinioni o giudizi e ricavarne risposte utili per formulare azioni tattiche o strategiche.
Ma questo approccio da solo non basta più!
La ragione è semplice: il cliente non è in grado di elaborare giudizi completamente affidabili sulle questioni poste dalle aziende attraverso le ricerche di tipo verbale.
Perchè?
Le neuroscienze ci dicono che solo il 5% delle decisioni avviene a livello coscio, razionale, quindi consapevole. Il restante 95% matura nei livelli più profondi, l'inconscio e il subconscio, e sfugge al controllo razionale.
E' del tutto evidente che occorre dedicare molta più attenzione a ciò che i consumatori non dicono, perchè non ne sono consapevoli, ma che certamente condiziona e guida le loro decisioni.
Il cervello umano è impegnato costantemente a risolvere piccoli e grandi problemi e, di conseguenza, a decidere. Lo facciamo in ogni momento della giornata in cui si attiva una interazione con una interfaccia, al bar come al supermercato. In sostanza, quando siamo esposti a qualsiasi tipo di comunicazione. In quel momento può accadere che se la comunicazione è stata progettata per essere chiara, semplice e, magari emozionale, creerà un effetto di coinvolgimento cognitivo. Diversamente, potrebbe essere ignorata del tutto.
In tale prospettiva, occorre progettare meglio la comunicazione e preoccuparsi che i contenuti del messaggio abbiano senso per chi li percepisce. In un mondo che si sta popolando di interfacce e device di ogni genere, la
relazione cliente-azienda è ciò che ne consegue in termini di retention, fidelizzazione e coproduzione, è senza dubbio il
nuovo cantiere del marketing.
Un cantiere in cui, accanto agli strumenti tradizionali, si deve operare con altri di nuova concezione, qual è il
neuromarketing conoscendone le modalità di applicazione, gli ambiti e i vantaggi che da esso possono derivare.
Neuromarketing Academy nasce dall'esperienza di 1to1lab con l'obiettivo di fornire al più ampio numero di uomini di marketing e di comunicazione le conoscenze di base, attraverso dei
webinar concepiti per essere degli strumenti di conoscenza agili ed efficaci.